Wrong Marketing
lunedì 16 aprile 2012
Wonderful Marketing - 2
http://www.intel.com/museumofme/r/index.htm
Intel, per pubblicizzare il suo nuovo processore di seconda generazione “Intel Core i5″, ha scelto di creare un’esperienza unica per tutti gli utenti.
Molto spesso si parla di come grazie a "Facebook Connect" le aziende possano accedere a nostri dati sensibili per poi utilizzarli come meglio credono, ma molto poche sono le aziende che lo fanno con questo stile.
Grazie a questa campagna Intel è riesce a centrare perfettamente l'interesse delle persone e il loro lato "edonistico" e senza dubbio si riesce a favorire il "passaparola" dei consumatori, che non solo condividono il risultato finale ma ci tengono anche a mostrarlo a parenti ed amici.
Unica pecca se di pecca si può parlare è l'impossibilità di condividere il video completo su Facebook, ma se da un lato questo limita le potenzialità espressive della compagna, dall'altro stimola una più alta curiosità nella persona che si appresta a visualizzare il proprio "museo interattivo".
Lezioni di Marketing - 1
http://www.futureconceptlab.com/htm/archives/12-04-16.htm
Un veloce ma interessante corso sul Marketing e la Comunicazione digitale tenuto da Francesco Morace - CEO & Founder presso Future Concept Lab
domenica 15 aprile 2012
Wonderful Marketing - 1
Sta spopolando sulla rete la geniale idea di una emittente televisiva Belga, che per favorire la Brand Knowledge ha creato uno splendido esempio di Guerrilla Marketing:
Questo video aiuta anche a capire la forza comunicativa del Guerrilla Marketing, si è diffuso in maniera sorprendente, di condivisione in condivisione, fino a fuoriuscire dal territorio Belga (il Target della campagna, senza contare che ovviamente non si riferiva a tutti gli abitanti ma solo ad un segmento di essi) e ad approdare con una energia quasi intatta fino in Italia.
Questo video aiuta anche a capire la forza comunicativa del Guerrilla Marketing, si è diffuso in maniera sorprendente, di condivisione in condivisione, fino a fuoriuscire dal territorio Belga (il Target della campagna, senza contare che ovviamente non si riferiva a tutti gli abitanti ma solo ad un segmento di essi) e ad approdare con una energia quasi intatta fino in Italia.
giovedì 12 aprile 2012
Come una “farfallina” diventa virale.
Lo sapete. Il solo titolo, senza alcun rimando specifico, vi ha portato a un’immagine che un giorno prima di Sanremo non sarebbe stata la stessa.
Non c’è bisogno di stupirsi se la notizia in pochi giorni ha
monopolizzato il dibattito televisivo e mondano, lo sapeva prima di tutto Belen
(qualcuno dice sotto consiglio di Corona), lo sapeva la Rai, e lo sapevano
quasi tutti gli italiani davanti allo schermo.
Quello che è interessante analizzare è però come ancor prima
di avere un’eco mediatica dalle fonti “istituzionali” (televisioni, giornali,
persino siti d’informazione), la notizia abbia avuto una diffusione di tipo
“virale” e incontrollata sul web, a pochi secondi dall’apparizione della magica
farfallina in televisione (nemmeno il tempo di aspettare la prima pausa
pubblicitaria), sui Social Network è stato un fiorire di immagini,
ingrandimenti, scambi di opinioni, feroci critiche e sempreverdi “Viva la
Biga”.
Una valanga di commenti, quasi 48.000 Tweet su Sanremo (di
cui un buon 40% monopolizzati in prima persona da Belen) sono tuttavia serviti a
evidenziare una realtà emergente, ormai consolidata, ma troppo spesso presa in
poca considerazione, soprattutto in Italia. La nuova e più veloce frontiera
della comunicazione e della condivisione delle notizie sono i social network.
Chiunque sia intenzionato ad avviare una campagna di
Marketing rivolta ai giovani e al pubblico del Web 2.0 deve realizzare sempre
più fortemente che la velocità di diffusione e assimilazione delle novità si è
moltiplicata esponenzialmente, una notizia lanciata in esclusiva dopo un’ora
dall’avvenimento ormai è storia vecchia per le “Social People”, l’importante è
quindi riuscire a rimanere nella velocità. La farfallina di Belen è stata la “Top of Mind” del momento, ma la
rapidità con cui il suo appeal ha cominciato a svanire è stata di poco più
lenta della velocità della sua ascesa.
In un mondo dove in 24 ore tutto è vecchio quali sono le
strategie di Marketing più efficaci per non appassire agli occhi dei clienti?
venerdì 24 febbraio 2012
Il Web Marketing di Oral-B fallisce. Come e Perché?
Per chi non lo sapesse la campagna di marketing basata sul Web e sui nuovi strumenti (web media e flash mob) dell’Oral-B, la cosiddetta “Wow Experience” è stato un completo fallimento.
All’inizio prometteva bene: “WoW experience: scommettiamo che non tornerai più indietro?”, Claudia Gerini a presentare, personaggi presi dalle persone normali, il primo tentativo italiano, tanto da sembrare il progetto capostipite di una nuova forma di fare Marketing e comunicazione anche in Italia.
Alla fine si è rivelato uno spreco di possibilità (e suppongo denaro) talmente evidente da chiedersi in quale parte del mondo si siano ritirati a leccarsi le ferite i responsabili del Marketing della campagna (Per inciso, ecco una grande idea di Marketing: trova i pezzi del cadavere del direttore del Marketing dopo il massacro, un indizio in ogni tubetto di dentifricio!). Visite sul canale Youtube di Oral-B Italia pari a 6871 in un periodo di 6 mesi, uno scenario su Twitter ancora più desolante, ed una pagina Facebook che a parte l’esperienza di qualche esaltato fan degli spazzolini si è mantenuta deserta per tutto il periodo.
La cosa più divertente (e vi assicuro un giro è d'obbligo) sono i commenti ai video della “Web Media”, che oltre a massacrare gli attori, si ripropongono di non comprare mai più uno spazzolino Oral-b nella loro vita, un risultato che non credo abbia fatto molto piacere all’interno dei vertici.
E ora senza ulteriori indugi passiamo ad analizzare i motivi per cui la campagna di Oral-B è stata un fallimento totale!
1) La Web-Series
Pro: Veramente molto pochi, bella l’idea di generare degli episodi a puntate che magari stimolassero la curiosità dello spettatore e spingessero a ripresentarsi sulla pagina a periodi fissi e a stimolare lo buzz per commentare gli avvenimenti.
Contro: Pessima l’idea di scegliere come base una specie di Grande Fratello dei poveri (Proprio nell’anno dei pessimi ascolti del vero Grande Fratello e della chiusura anticipata).
Pessima la recitazione degli attori (davvero una delle cose più macchinose, false, odiose e montate della storia dell’intera ripresa di eventi su supporti video, avrei voluto strapparmi le orecchie dopo 30 secondi di video, ho sentito suoni più armoniosi provenire da un gatto che striscia le unghie su una lavagna).
Pessima la “creazione” delle storie, se possibile qui lo sceneggiatore ha fatto più schifo degli attori, alla fine di un video non viene da chiedersi: chissà cosa succederà la prossima volta?, ma piuttosto: Ma chi me li rimborsa i 5 minuti di vita che ho perso per vedere questo schifo?.
Pessimo il lancio e la strategia di diffusione virale: Il lancio della campagna è stato dato da una conferenza stampa, no sul serio niente messaggi, niente lancio con il botto o altro, una semplice conferenza stampa. Verrebbe da fare una domanda: Ma se nessuno sa dell’esistenza della Web Series, come mai si dovrebbero trovare a guardarla?.
2) Il Flash Mob/ Guerrilla Marketing
Pro: L’utilizzo del Flash Mob, la forma di comunicazione ad impatto del futuro, la possibilità di coinvolgere direttamente le persone nella campagna pubblicitaria, la tutto sommato bella idea del balletto sincronizzato come fossero le setole dello spazzolino.
Contro: Tutto il resto. UN SOLO evento di chiusura, il 18 Dicembre a Genova, e complimenti per aver usato un evento che dovrebbe spingere la gente a informarsi a giochi fatti e a campagna conclusa, quando ormai non c’è nemmeno più lo stimolo a seguire la storia.
Sarebbe anche interessante chiedere a chi l’ha progettato perché hanno scelto una giornata sfigata, un orario sfigato e una piazza semi deserta per fare pubblicità (Ulteriore piccolo appunto di tipo grafico: attaccare una scritta minuscola Blu su Sfondo Blu sul sedere dei ballerini in movimento rende difficile la lettura, puoi fare tutti i flash mob del mondo ma se non fai nemmeno capire chi li sta facendo risulta tutto inutile).
Ultima piccola chicca per voi, l’unico spot televisivo andato in onda da Dicembre 2011 (viene ancora da chiedersi perché fare pubblicità ed una campagna già conclusa).
Vi invito nuovamente a leggere i commenti che risultano la parte migliore dello spot, uno su tutti: “Ahahah quando Claudia dopo che gli chiede come va la sua wow experience, Enrico Maria dice un "fantastico" come se volesse dire "fantastico sto cazzo!".... - imjosh89”.
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